Nave frigorifera

Il primo tentativo, miseramente fallito, di trasporto refrigerato di prodotti deperibili avvenne nel 1816. La prima nave, dotata di impianto di refrigerazione e realizzata solo per il trasporto di prodotti in celle frigorifere, fu il clipper Dunedin nel 1881. Nei circa 70 anni tra i due episodi, la produzione di freddo per la conservazione dei cibi era affidata al ghiaccio che è stato il primo prodotto di massa della storia, mentre le tecnologie del freddo hanno successivamente determinato un cambiamento sostanziale della cultura e delle abitudini alimentari.

Anthony Roll – registro della Royal Navy del XVI secolo

Gli studiosi di cose navali e non solo, basano le loro ricerche storiche su un’accurata selezione e interpretazione di fonti materiali, testuali e iconografiche già presenti o portate alla luce dai ritrovamenti archeologici.
Tra le fonti iconografiche più note per la comprensione dell’evoluzione delle navi in periodi antecedenti al XVII sec. quando non si era ancora sviluppato un uso sistematico di disegni in scala ad uso dei cantieri navali, vi è il cosiddetto “Anthony Roll”. Prima del ‘600 i disegni venivano eventualmente ad integrare le liste di materiali necessari alle costruzioni, un’esigenza richiesta dalle amministrazioni degli Stati per il controllo di quanto si produceva.
Ed è in tal senso che l’ Anthony Roll fu concepito dal suo autore, un certo Anthony Anthony.

Realizzato a partire dal 1543 in forma di tre rotoli (in ingl. roll è rotolo) di pergamena quale registro cartaceo delle navi della marina inglese al tempo dei Tudor, contiene la raffigurazione di 58 navi da guerra insieme a informazioni su dimensioni, equipaggio, armamento ed equipaggiamento di base. I rotoli furono presentati al re Enrico VIII nel 1546 e quindi conservati nella biblioteca reale. Nel 1680 il re Carlo II diede due dei rotoli a Samuel Pepys (1633-1703), politico inglese, famoso per i suoi diari, che li fece tagliare e rilegare in un unico volume, ora nella Biblioteca Pepys a Cambridge. Il terzo rotolo rimase nella collezione reale finché non fu donato dal re Guglielmo IV a sua figlia Lady Mary Fox, che lo vendette al British Museum nel 1858 ed ora è di proprietà della British Library.

Mentre le liste sulle dotazioni, peraltro molto dettagliate, sono risultate esatte, non altrettanto può dirsi per le illustrazioni che evidenziano la scarsa conoscenza tecnica dell’autore, soprattutto sull’attrezzatura e nel ricorso alla ripetizione in serie di alcuni dettagli. Tuttavia hanno fornito un contributo alla conoscenza della storia navale e sono state una preziosa fonte per gli studi dell’araldica di tale periodo storico. Tra le navi riprodotte anche le famose caracche Henry Grace à Dieu e Mary Rose, quest’ultima l’unica riproduzione ad oggi esistente, risultata utile nello studio del relitto fatto emergere dal fondo del mare l’11 ottobre del 1982.

l’Oblò

Breve storia di un elemento della costruzione navale per dare luce ed aria ai locali interni, dalla tipica forma circolare, posto sulle fiancate e sulle sovrastrutture delle navi e sulla superficie verticale delle tughe delle imbarcazioni. Un oggetto che nel linguaggio comune diviene metafora di uno sguardo circoscritto a una porzione di realtà.

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