Meteografo, il registratore dell’atmosfera nei palloni sonda

Con l’800 si iniziarono a comprendere i principali fenomeni dell’atmosfera, dal francese Coriolis sulla causa del movimento delle masse d’aria, all’inglese Ferrel che ipotizzò l’esistenza di una “cella di circolazione” alle latitudini intermedie. Lo studio di particolari fenomeni meteorologici, come il passaggio di un fronte, richiede anche la conoscenza dello stato dell’atmosfera in quota, almeno fino alla tropopausa (9000-15000m).

Così nella seconda metà del secolo cominciarono ad essere effettuati rilievi ad alta quota mediante palloni aerostatici con uomini a bordo. Nel 1862 due inglesi, il meteorologo James Glaisher (1809 – 1903) e l’aeronauta Henry Tracey Coxwell (1819 – 1900), a bordo di un pallone superarono la quota di 9.000 metri effettuando misurazioni di temperatura, pressione ed umidità, riconoscendo alcune leggi di diminuzione della temperatura dell’aria con l’aumento della quota.

Il passo successivo fu quello di lanciare palloni senza uomini a bordo osservando il loro cammino da terra con il teodolite, al fine di determinare la velocità e la direzione del vento in quota fino a quando erano visibili.

Nel 1881 venne lanciato in Francia il primo pallone sonda equipaggiato di uno strumento, il meteorografo, che registrava automaticamente temperatura, pressione e umidità. Con il perfezionamento della strumentazione di registrazione (erano apparecchi leggeri, non superando i 300 gr e di ottima precisione), i palloni sonda cominciarono ad essere usati sistematicamente a partire dal 1893. La necessità di recuperare il dispositivo registratore per conoscere i risultati, rendevano però tali dispositivi utili per lo studio della meteorologia non certamente per le previsioni. Si dovrà attendere la fine degli anni ’20 del secolo successivo per una trasmissione a terra dei rilievi tramite onde radio.

Costruzione di ancore nel ‘700

Costruzione di ancore nel ‘700

I disegni riportati sono tratti dal volume delle tavole sulla Marina dell’Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers (Enciclopedia o Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri ), meglio nota come Enciclopedia di Diderot e d’Alembert, i due principali artefici di tale opera nata dagli ideali dell’Illuminismo.

L’Enciclopedia, pur non rappresentando la prima raccolta ordinata di cultura generale è stata senz’altro il primo lavoro collettivo non affidato a un solo studioso ma un’iniziativa, indipendente da tutti i poteri, originata dalla collaborazione dei migliori ingegni del tempo. Nelle tavole riportate qui è illustrata un’officina per la costruzione di ancore.

Jahre Viking, la più grande nave mai costruita

Jahre Viking, la più grande nave mai costruita

Con una lunghezza di 458,45 metri e una portata lorda di 564.763 tonnellate è stata la più grande nave mai costruita.

Lo scafo fu impostato nel 1975 in un cantiere navale del Giappone, all’epoca il paese che, avvantaggiato da processi produttivi sviluppati fin dagli anni ‘50, si era imposto nel panorama mondiale nella costruzione di navi commerciali.

Committente della nave, una petroliera denominata Pathos, era una società dell’armatore greco Nomikos che all’atto della consegna rifiutò di ritirarla evidenziando fenomeni di vibrazioni. Probabilmente influì nella decisione anche la crisi petrolifera di quegli anni ‘70. Il costruttore, dopo averla ribattezzata Oppama, il luogo di residenza del cantiere, cercò di trovare un nuovo acquirente. Nel 1979 venne acquistata dalla compagnia cinese Tung Chao Yung che la fece allungare di 81 metri e la ridenominò Seawise Giant.

La petroliera, per le sue dimensioni (a pieno carico la parte immersa aveva una estensione uguale all’altezza di un palazzo di 8 piani) non poteva navigare nei canali della Manica, di Suez e Panama e non poteva superare i 13 nodi avendo un apparato propulsivo non particolarmente potente.

Tutto ciò spinse l’armatore a convertire la nave in una unità FSO (floating storage and offloading unit), ovvero unità terminale galleggiante di stoccaggio e riconsegna di greggio. Nel 1983 fu trasferita così a Galveston nel Texas dove rimase fino al 1986 quando fu dislocata in Iran. Il 14 maggio 1988, durante la Guerra Iran-Irak, mentre era all’ormeggio nel terminale petrolifero iraniano di Ormuz nell’omonimo Stretto, tra il golfo di Oman e quello Persico, fu colpita da bombe irachene subendo gravi danni. La nave venne rimorchiata fino nel Brunei in attesa di essere dismessa definitivamente.

Nel 1989, al termine della Guerra, fu però acquistata da una compagnia norvegese che la trasferì a Singapore per i necessari lavori, rinominandola Happy Giant. Prima del completamento delle riparazioni, sopraggiunti cambi di gestione societaria determinarono una ulteriore modifica del nome in Jahre Viking.

Nel marzo del 2004 la nave fu inviata dalla società armatoriale First Olsen Tankers, ai Dubai Drydocks sempre come magazzino e transhipment (trasbordo) e rinominata Knock Nevis. Dopo 5 anni fu venduta ad un cantiere indiano per essere demolita. Prima di partire per la destinazione finale fu rinominata Mount e nel dicembre del 2009 fu spiaggiata ad Alang sul Mar Arabico e demolita. L’unico pezzo ancora esistente della nave è una delle sue ancore da 36 ton oggi esposta al Museo Marittimo di Hong-Kong.

Muskö, una delle più grandi basi navali sotterranee al mondo


La base navale di Muskö, appartenente al governo svedese, si trova nell’isola omonima, 70 km a sud di Stoccolma. La sua costruzione, che comportò l’uso di 800.000 kg di dinamite e la rimozione dì circa 1,5 milioni di tonnellate di roccia, ebbe inizio nel 1950 e fu completata nel 1969, in piena Guerra Fredda. La struttura, che comprende anche un’area scoperta con relative banchine e pontili, è fornita di una rete di strade sotterranee per uno sviluppo di 20 km. L’uso originario dei punti di attraccaggio sotterranei era per cacciatorpediniere e sottomarini. Contemporaneamente alla costruzione della base fu realizzato un collegamento con la terraferma di 3 km in tunnel stradale di cui circa 70 m sotto il livello del mare. Nel corso della Guerra Fredda la struttura sotterranea era tenuta in gran segreto e poche notizie erano di dominio pubblico. Nel 2004 il governo svedese decise di abbandonare la base concentrando la Marina in altre due località sulla terraferma.

Dopo 15 anni di inutilizzo e 50 dalla prima inaugurazione, nell’autunno del 2019, come conseguenza di un piano di decentralizzazione delle forze armate approvato dal parlamento, la Musköbasen è stata riaperta per divenire sede del quartier generale della Marina svedese. A tal proposito il 30 settembre 2019 si è tenuta alla base una cerimonia ufficiale di riapertura con il corpo musicale della Marina e una parata.

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