Stretto di Malacca

Stretto di Malacca, stretto naturale di mare, situato tra la Penisola di Malacca e l’Isola di Sumatra, che collega il vasto Oceano Indiano con la Cina, il Giappone e il Pacifico. Lungo 800 km e largo anche 180, tocca Thailandia, Malesia e Indonesia e si restringe in corrispondenza di Singapore dove si trasforma in una sacca di appena tre chilometri, attraverso cui passa ogni anno il 40% delle merci trasportate da 60 mila navi, le cui dimensioni massimerientrano nella tipologia detta Malamax, una sigla simile a quella del canale di Panama: 470 m di lunghezza, larghezza 60 m e 20 m di pescaggio (in alcune zone il fondale ha un valore minimo di 25 m).

Tale braccio di mare è stato percorso, fin dal nostro Medioevo, da navi per il trasporto di spezie, pietre preziose, porcellane, sete, sotto il controllo di imperi spesso poco noti: Srivijaya, Majapahit, Malacca. Già dal ‘300 lo stretto è stato interessato da atti di pirateria, un fenomeno oggi assai ridotto per la presenza di compagnie di sicurezza privata e di pattuglie delle forze d’ordine di Indonesia, Malesia e Singapore.

Turbinia di Charles Parsons

Turbinia è stata la prima nave dotata di turbine a vapore, un’invenzione del 1887 dell’ingegnere inglese Charles Parsons (1854 – 1931), figlio dell’astronomo irlandese William Parsons, noto per aver fatto costruire in Irlanda il Leviatano di Parsonstown che, con un diametro di circa 1,8 m, fu per più di 50 anni il più grande telescopio al mondo.

Nel 1889 l’inventore Parsons fonda un’azienda costruttrice di turbine con cui realizza la prima centrale elettrica a turbina al mondo. Interessato all’applicazione marina della sua invenzione, nel 1894 fa varare il Turbinia una nave, con scafo in acciaio , lunga 32 m per circa 3 di larghezza e pescaggio di poco meno di 1 m.

Alle prime prove in mare Parsons intuisce problemi di cavitazione all’elica e così costruisce il primo tunnel di cavitazione della storia. Dai risultati ottenuti sperimentalmente fa equipaggiare la nave con tre turbine ognuna delle quali aziona tre eliche in tandem per un totale di 9 propulsori che consentono all’unità di raggiungere i 34 nodi.

Nel 1897 il Turbinia giunse, non invitato, alla Rassegna navale inglese in onore della Regina Vittoria in cui diede prova di essere la nave più veloce di qualsiasi unità militare. Tale episodio impressionò a tal punto l’Ammiragliato inglese che mise in cantiere la costruzione di due cacciatorpediniere a turbina per la Royal Navy, l’HMS Viper e l’HMS Cobra, varati entrambi nel 1899. Nel 1900 il Turbinia giunse a Parigi in occasione dell’Esposizione mondiale.
Nel 1927 fu spezzata in due tronchi colpita da una nave durante il varo. Negli anni 60 del ‘900 fu deciso il suo restauro. Attualmente lo scafo è esposto nel Discovery Museum di Newcastle, mentre l’apparato motore si trova al London Science Museum.

PHP Code Snippets Powered By : XYZScripts.com