Ecumene di Erodoto

Ecumene di Erodoto

Ecumene di Erodoto – Ecumene ha il significato di terra abitata. Nell’antichità era così la porzione della terra emersa conosciuta e abitata dall’uomo. Il primo a redigere una carta dell’Ecumene, ricavata dalle informazioni fornite da viaggiatori, geografi, mercanti fu il filosofo greco Anassimandro di Mileto nel V – VI secolo a.C. che quindi può considerarsi il primo cartografo. Ha forma circolare in accordo all’idea dell’autore di una Terra dalla forma di un disco o un corto cilindro, sospeso nello spazio, una delle più rivoluzionarie ipotesi nella storia del pensiero umano.

Circa un secolo dopo sarà lo storico greco Erodoto, nel criticare la forma circolare, a immaginare un nuovo Ecumene la cui forma sarà rettangolare, più simile alle carte geografiche che troveranno una base scientifica ben 600 anni dopo ad opera dell’astronomo e geografo Tolomeo. Erodoto viaggiò e visitò gran parte del Mediterraneo orientale, ricavando tutte quelle informazioni con cui redigerà i nove volumi della sua opera principale, le Storie in cui, pur presentando aspetti discordanti, fornisce notizie interessanti sulla storia della navigazione dell’antichità.

Nel Libro IV così descrive la prima circumnavigazione dell’Africa: “La Libia [corrispondente all’Africa] si rivela essere interamente circondata dal mare, fuorché nel tratto di confine con l’Asia. Per quanto ne sappiamo il primo ad averlo dimostrato fu il re d’Egitto Neco [regnò dal 609 al 595 a.C.], interrotto lo scavo del canale che dal Nilo porta al Golfo Arabico, egli inviò dei Fenici su delle navi con l’incarico di attraversare le Colonne d’Eracle [nell’antichità esse rappresentavano il limite del mondo conosciuto e il limite della conoscenza] sulla via del ritorno, fino a giungere nel mare settentrionale [Mar Mediterraneo] e così in Egitto. I Fenici, pertanto, partiti dal Mare Eritreo, navigavano nel mare meridionale; ogni volta che veniva l’autunno, approdavano, in qualunque punto della Libia fossero giunti, seminavano e aspettavano il tempo della mietìtura. Dopo aver raccolto il grano, ripartivano, cosicché al terzo anno, dopo due trascorsi in viaggio, doppiarono le Colonne d’Eracle e giunsero in Egitto. E raccontarono anche particolari attendibili per qualcun altro ma non per me, per esempio che nel circumnavigare la Libia si erano trovati il sole sulla destra “.
In effetti al tempo di Erodoto era difficile accettare quanto riportato nel racconto avendo vissuto sempre a nord dell’equatore dove si osserva il sole a sud, perciò nel navigare verso ovest vede il sole alla propria sinistra. Ma al Capo di Buona Speranza, trovandosi a sud dell’equatore, il sole a mezzogiorno si osserva a nord, pertanto a destra di chi viaggia verso ovest. Tale descrizione quindi è una conferma dell’impresa compiuta. Il viaggio dei fenici .

Si vuole precisare che l’ecumene riportato è una interpretazione risalente al XIX secolo. In realtà esso non può oggi essere considerato fedele a una idea del mondo di Erodoto visto che la Spagna non era ancora nota e non erano noti i confini dell’Europa, quando le Colonne di Eracle rappresentavano il limite del mondo conosciuto, il limite della conoscenza.

Scandaglio Meccanico Walker

Scandaglio Meccanico Walker

Scandaglio meccanico – Agli inizi dell’800 la flotta inglese era la più numerosa al mondo, con oltre 450 unità, tra navi di linea e naviglio minore, rispetto alle quasi 100 unità di quella francese. Una delle cause di perdita di navi era dovuta alla navigazione su bassi fondali, soprattutto in quelle zone del nord Europa dove spesso la visibilità della costa è ridotta da nebbia o foschia e le maree sono piuttosto ampie.

Una così numerosa flotta richiedeva equipaggi numerosi tanto da spingere diversi Paesi all’arruolamento forzato o a leve incentivate da premi. Pochi erano i marinai di formazione o che si imbarcavano per scelta.

Lo scandagliamento ottenuto con il classico scandaglio, costituito da un peso assicurato ad una sagola, non è un’operazione semplice, occorre attenzione, equilibrio (in genere occorreva stare su una tavola fuori bordo), riconoscere le marche anche al buio, saper contare. Non era così improbabile che chi veniva incaricato di scandagliare fosse un contadino, un galeotto, un ubriaco o un analfabeta. La Royal Navy, consapevole di tutto ciò diede piena responsabilità agli ufficiali di guardia che potevano rischiare di essere deferiti alla corte marziale in caso di incaglio.

Per cercare di rendere più veritiera la misura dei fondali, nel 1808 il Board of Longitude, l’ente governativo britannico fondato nel 1714 allo scopo di risolvere il problema della longitudine in mare, assegnò all’orologiaio inglese Edward Massey la fornitura di un nuovo tipo di scandaglio dotato di un meccanismo con cui era possibile registrare la misura del fondale durante la discesa del peso in maniera che una volta riportato a bordo l’ufficiale di guardia era in grado di leggerne il valore, riportandolo sul giornale di bordo. Successivamente, nel 1860 tale scandaglio Massey fu sostituito da un nuovo scandaglio che, pur funzionante secondo lo stesso principio, era più semplice ed affidabile. Il nuovo strumento fu realizzato da un altro artigiano inglese, Thomas Walker, in origine costruttore di stufe.

Dall’immagine si comprende il funzionamento: durante la discesa sul fondo l’arpionismo D è mantenuto alzato per la spinta esercitata dall’acqua permettendo al rotore B di ruotare facendo avanzare le due rotelline graduate A poste su entrambe le facce, una per misure fino a 30 piedi e l’altra fino a 150. Raggiunto il fondo l’arpionismo si porta in basso bloccando il movimento della ventolina durante la risalita. Giunto a bordo l’ufficiale era in grado di leggere il fondale dalle due rotelline dello strumento.

Da allora la ditta inglese Walker ha costruito numerosi strumenti nautici fino alla metà del ‘900 ed è famosa soprattutto per aver introdotto il primo solcometro meccanico, noto come Harpoon (arpione), in sostituzione del solcometro a barchetta.

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