Amàca – 1492

Sappiamo cosa sia l’amaca e la possiamo immaginare sospesa tra due solidi sostegni.

Probabilmente ha origine presso i Maya del periodo classico, all’incirca 1000 anni fa, ottenuta dall’intreccio di sisal, una fibra ricavata da una varietà di agave, originaria proprio dell’America Centrale.

L’uso di tale tipo di giaciglio è comprensibile in quei climi tropicali, dalla forte umidità e in presenza di insetti ed animali striscianti sul terreno. Ben presto si diffuse nel Sud America e quindi nella vicina zona caraibica. Quando Cristoforo Colombo ritornò dal Nuovo Mondo portò con se spezie ed oro, come promesso, ma anche ananas, tacchini, tabacco ed amache. Gonzalo Fernández de Oviedo y Valdés (1476-1557), storico e naturalista spagnolo che studiò a fondo usi e costumi dei popoli dell’America, nella sua opera più importante, apprezzata anche dagli storici moderni, De la natural historia de las Indias, riferisce: “gli Indiani dormono in letti che chiamano hamaca, fatti con una stoffa dalla trama larga come una rete, dotata all’estremità di cimette con cui appenderli a qualunque altezza. … anche un bambino può portarli con se sotto il braccio”. Già dal 1570 le amache erano utilizzate ovunque nelle colonie dell’America meridionale. Entrò anche sulle navi per la facilità di chiuderle rapidamente quando non necessarie e perché riducevano l’effetto del rollio a vantaggio di chi soffriva di mal di mare. Fu la Royal Navy per prima ad adottarla a partire dal 1597. Unico inconveniente quello di essere in tessuto spesso, in effetti quello delle vele, che, con il caldo non consentiva la traspirazione e dava problemi di claustrofobia. Nonostante ciò sulle navi militari fu adottato fino al 1950 ed è ancora in uso sulle navi scuola.

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