Dizionario di Marineria Militare (1866). Primo dizionario di marina del neonato Regno d’Italia (1861) tanto da essere testo di riferimento per il linguaggio ufficiale della nuova Marina italiana. Qualche anno dopo il Capitano di vascello Luigi Foncati redasse un proprio dizionario (1869) nella cui premessa critica il lavoro di Parrilli non ritenendolo adeguato al vero lessico marinaresco affermando che solo un uomo di mare è in grado di compilare un’opera specialistica di tal genere. Se da una parte alcune voci specialistiche come quelle prettamente militari quali la voce strategia sono trattati con poca chiarezza, altre voci sono oggi utili nel confronto con i dizionari prodotti nei decenni successivi. cambiato le sorti della Grande Guerra. Sulle vicende della difesa dei traffici durante la prima guerra mondiale Baistrocchi stesso scrisse un volume: Un periodo della grande insidia (Tripoli 1920).
Baistrocchi è comunque conosciuto anche e forse di più, per la sua intensa attività didattica avendo insegnato a più riprese presso l’Accademia navale di Livorno, e come autore di due trattati ad uso dei giovani ufficiali sull’attrezzatura e sull’arte navale: Elementi di attrezzatura e manovra navale, Livorno 1907; Elementi di arte navale, 1921; (3 ediz. 1934, con prefaz. dell’ammiraglio Thaon di Revel), adottati anche nelle accademie e nelle scuole di marina della Spagna e dell’America meridionale.
Lasciata la marina nel 1928, con il grado di ammiraglio, Baistrocchi nel 1935 fu presidente del Registro italiano navale e aeronautico, favorendo la collaborazione tra gli Stati nel campo della sicurezza in mare. Nel maggio del 1939, alla vigilia della Seconda guerra mondiale, un congresso riunì a Roma i delegati degli otto registri navali operanti nel mondo, i quali raggiunsero importanti intese di collaborazione tecnica internazionale per accrescere la sicurezza della vita umana in mare che sarebbero state riprese dopo il conflitto.
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